Gabriele Lucesole — torna alla home

Il viaggio più importante

Nella vita c'è un tempo
in cui tutto ciò che hai
costruito non basta più.

Guardi il tuo percorso e ti chiedi: «È davvero tutto qui?». Una presenza assente, un vuoto interiore che nessun successo esterno sembra riuscire a colmare. Una sottile solitudine che continua a crescere, nonostante tu sia circondato da persone.

Fu questo il punto di partenza del mio viaggio…

Ritratto di Gabriele Lucesole — Professional Coach e fondatore del Metodo EFO®

Il percorso in numeri

13

anni di ricerca sul campo

583

libri letti

9

mesi in monastero

18.000

pezzi del puzzle

6

certificazioni accademiche

I

Il mondo incompreso

Ero un adolescente che soffriva del male che vedeva nel mondo. Una società che mi appariva malata: superficiale, liquida, arrivista. Un consumismo che ti promette felicità, ma ti lascia più vuoto di prima.

A scuola, nelle relazioni interpersonali, ovunque: vedevo maschere, non volti. Un fare senza senso, dovere per il dovere senza un perché. Apparire, avere senza essere…

Gli altri sono affidabili? Il futuro — per noi giovani — è promettente o minaccioso? Mi sentivo solo, in un mondo che va troppo veloce. Cosa mi chiede il mondo? Essere me stesso o qualcun altro?

Per un po', anch'io sacrificai il mio volto in cambio di qualche maschera; rinunciai al mio essere per conformarmi agli altri, apparire…

Ma non capivo. Dentro di me cresceva una domanda:

Perché? Perché vivere così? Non c'è un'altra strada?

II

Il bivio · Terra bruciata e nella fine l'inizio

Dovetti scegliere: continuare a sacrificare la mia profondità sull'altare della superficialità contemporanea oppure ascoltarmi ed essere coerente a me stesso. Non mi disunii. Scelsi me stesso.

Diedi forma ai miei pensieri: aprii bocca e dissi ciò che pensavo, a chi dovevo. Feci terra bruciata intorno a me: avevo bisogno di tornare a respirare l'aria che sceglievo di respirare io — non quella che gli altri avevano scelto per me.

Trasformai la mia solitudine in spazio di crescita. Dopo il diploma, mi presi diversi anni sabbatici per tuffarmi nel mare della vita e fare più esperienze nutrienti possibili — prima di morire. Dissetare la sete di senso che il mondo non sarebbe mai riuscito a placare: il mio imperativo categorico.

Feci l'amore con il sapere. Lessi voracemente — più di cento libri l'anno — spaziando tra filosofia, psicologia, spiritualità… Frequentai tanti corsi di formazione, viaggi spirituali, assorbii ogni insegnamento come se fosse l'ultimo.

Dovevo rispondere alle domande che titolano uno dei quadri più famosi di Gauguin:

«Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?»

Paul Gauguin

Cosa rende la vita degna di essere vissuta? Qual è la mappa per trovare il tesoro nascosto nella vita?

III

L'errore · Il Super-Ego e la sua prigione

Alla ricerca di senso, trovai conferma del mio pessimismo nelle antiche tradizioni orientali. Mi ci buttai a capofitto…

Credevo che — come insegnano le filosofie orientali — distaccarmi dal mondo, dai desideri, dalle relazioni (Illusioni! Riflessi di maya…) mi avrebbe reso un uomo libero. Desiderare di non desiderare è la via per il Nirvana, insegna il Buddha nelle Quattro Nobili Verità.

… Ma desiderare di non desiderare non è esso stesso desiderare?!

Mi stavo costruendo una prigione ancora più stretta e subdola. Invece di liberarmi dal peso dell'ego, ne stavo forgiando uno ancora più grande: un Super-Ego. Come il titano Atlante, dovevo portare il peso del mondo da solo.

La realtà dei sensi — per le religioni orientali — è una proiezione mentale: come quando sogniamo, al risveglio, riconosciamo le cose sognate frutto della nostra immaginazione… così, per gli orientali, la vita di tutti i giorni è un sogno ancora più grande da cui svegliarsi.

Bisogna vedere tutte le altre persone — eccetto me: creatore del mio sogno, dunque del mondo — come proiezioni frutto del karma da bruciare nel fuoco dell'indifferenza, del non attaccamento. Gli altri erano ostacoli da superare verso l'«illuminazione», non fonti — nell'incontro — di ricchezza.

Le relazioni — massima fonte di felicità per l'uomo secondo le scienze psicologiche — erano distrazioni dalla meta del mio viaggio interiore. Guardavo dentro me stesso e mi allontanavo dagli altri; ma senza mettersi in discussione relazionandoci con gli altri non c'è vera crescita, sviluppo, fioritura…

Le filosofie orientali — tanto di moda oggi — facendo leva sul pessimismo contemporaneo e sulla paura del futuro: mascherano la pandemia della solitudine con il successo, l'individualismo diffuso come via per l'illuminazione, il narcisismo (disturbo di personalità) con il Nirvana.

Lo stesso Dalai Lama sconsiglia le pratiche orientali agli occidentali:

«Quindi, in generale, tu, la tua gente, dovresti mantenere le tue tradizioni.»

Dalai Lama, 1999

Ci sarà un motivo?! Investivo l'energia della mia inquietudine per cercare il senso, ma — come un cane che si morde la coda — non lo trovavo, cercandolo nei posti sbagliati…

«Qualcosa di misterioso in questo universo è complice di quelli che amano solo il bene.»

Simone Weil

La protesta del mio corpo — anch'esso illusione da superare per vedersi solo puro spirito senza corpo — non si fece attendere… La voragine sempre più profonda del mio vuoto interiore mi portò — probabilmente — a soffrire di tremende emicranie con aura: dovetti isolarmi sempre di più — al buio — affinché mi passassero prima le fasi acute…

La mia esperienza personale, e la vita stessa — per quanto illusoria — mi suggerirono: «Stop, fermati. Cambia rotta. Non è questa la via»…

IV

La svolta · Arrenditi e ritrovati

Nel momento più buio, quando tutte le strategie di controllo fallirono, feci l'unica cosa che non avevo mai fatto: mi arresi. Sconfitto, perso, disperato…

Mi aprii a qualcosa più grande di me e, con rabbia, sfidai Dio: se esisteva, avrebbe dovuto «rispondermi»… E accadde qualcosa di inaspettato…

Mi sentii avvolto da una «luce». Una presenza, un calore… Il dolore si sciolse come neve al sole, e il vuoto fu riempito… Da quel momento in poi, non ebbi più mal di testa.

Uscito — in tutti i sensi — dal buio di camera mia, mi impegnai ad accogliere, accettare la realtà così com'è, smettere di combattere i mulini a vento…

Presentatasi l'occasione, colsi la palla al balzo e andai a vivere — nove mesi — in un monastero, insieme ad altri giovani cercatori di senso come me, per approfondire anche altre dimensioni del sapere. Nove mesi di gestazione monastica, per partorire un nuovo me.

Lì, lontano dalle pressioni sociali, vissi forse il periodo più bello della mia vita. Sperimentai ciò che gli psicologi chiamano peak experiences: momenti di flow, presenza totale, connessione con qualcosa di superiore.

Fu così che scoprii la «bellezza collaterale»: la capacità di vedere il sacro, lo straordinario, nell'ordinario. Di riconoscere che la vita, la realtà — nonostante tutto — è intrinsecamente buona… Non un'illusione, non un sogno da cui svegliarsi. Il problema non era il mondo: era il mio sguardo sul mondo.

«Noi non vediamo le cose come sono; vediamo le cose come siamo.»

Talmud

Trasformai il mio pessimismo adolescenziale in speranza. Non una speranza ingenua, ma una speranza fondata sull'esperienza diretta di qualcosa che trascende la mia comprensione razionale.

Ciò non cambiò niente, se non il mio sguardo, e questo cambiò tutto…

V

L'epifania · Nasce il Metodo EFO

Ritornato dal monastero, cercai di custodire i tesori che avevo scoperto nel mondo ordinario… Fallii miseramente, e sentii il bisogno di riorganizzare tutto ciò che avevo sperimentato. Decisi di abbandonare la frenesia dell'autodidatta e iniziai a studiare seriamente e con metodo…

Fino a laurearmi in Scienze Religiose, per cercare di conoscere — a fondo — l'antica saggezza di altre tradizioni millenarie. Come hanno fatto mistici, filosofi, saggi di tutti i tempi a realizzarsi ed essere felici, prima dell'avvento del metodo scientifico? C'è qualcosa in noi — oltre la razionalità pura della scienza — che può guidarci sulla via della pace? Quali segreti hanno scoperto gli antichi? Ci hanno lasciato qualche indizio?

Non contento di aver trovato queste risposte oltre ad altre domande con una laurea… Ricercai anche differenze e similitudini con ciò che dice la scienza moderna, le neuroscienze, le scienze umane. Fu questo l'oggetto della mia tesi di laurea: antica saggezza vs scienza moderna per l'autorealizzazione e la felicità esistenzialista…

Ovvero: cosa che può fare l'essere umano — autonomamente e prescindendo dagli altri: incontrollabili, non manipolabili, altri da noi — per essere felice?

Contemporaneamente conseguii un Master Universitario di 1° Livello in coaching umanistico e PNL; un altro master internazionale — certificato ICF — in professional coaching; mi specializzai in Psicologia Positiva presso la Penn University dell'Ivy League; diventai facilitatore in meditazione mindfulness (scoprendo le differenze con lo yoga che praticai in passato); approfondii l'ipnosi con un altro master…

E poi, mentre stavo pensando all'indice della mia tesi di laurea… un'epifania. Grazie a un'intuizione improvvisa, finalmente tutti i 18.000 pezzi del puzzle — dopo 10+ anni di ricerca sul campo, decine di migliaia di euro investiti in formazione, 583 libri letti e numerose esperienze di vita vissuta — si unirono in un disegno coerente… e anche grazie ai 9 mesi — e oltre — di gestazione in monastero:

Nacque il Metodo EFO: Essere felici Ora.

Un approccio integrato che abbraccia le tre dimensioni fondamentali della nostra vita: trasforma il tuo passato (da scheletro nell'armadio a trampolino di lancio); vivi solo il presente (grazie a uno stratagemma brevettato da me che ti riporta — «ingannando» il cervello — qui e ora, oltre il tempo, nel tuo spazio interiore); attrai il futuro desiderato (senza la fuffa della legge d'attrazione, ma con strumenti scientificamente provati).

Grazie a quell'intuizione inaspettata, trovai la sintesi definitiva del mio viaggio interiore… E ora — finalmente — potevo mettere nero su bianco i tesori che avevo scoperto, condividerli con chi desidera autorealizzarsi e iniziare il viaggio più importante: dentro di sé.

Fenomenologia, Jung, Maslow, Peterson, psicologia positiva, bioenergetica, mindfulness, ipnosi: tutto trova posto in questo sistema innovativo integrato.

Vuoi avere a disposizione tutti gli strumenti migliori per realizzarti anche tu? Senza nemmeno alzarti dalla sedia di casa tua… Risparmieresti 13 anni di vita vissuta e tutti i soldi che ho investito in formazione ed esperienze (decine di migliaia di euro) al posto tuo.

VI

Dall'interno all'esterno

Ebbi un'altra rivelazione quando iniziai a lavorare come Coach Professionista…

Scoprii che gli strumenti appresi e padroneggiati con la pratica negli anni di studio matto e disperatissimo, applicati durante sessioni di professional coaching — integrati con le mie conoscenze psicologiche e spirituali tramandate da millenni — erano sorprendentemente trasformativi…

Non solo per me, ma anche per gli altri… A volte perfino più efficaci — e meno dispendiosi in termini di tempo e denaro — di anni di analisi.

Vedevo i miei coachees trasformarsi sotto i miei occhi, e mi chiedevo: com'è possibile in così poco tempo? Abituati come siamo ad anni di terapia… per poi vedersi sempre gli stessi, dall'altra parte dello specchio…

Ho cercato solo di riflettere la luce che avevano sempre avuto dentro, ma che non riuscivano — ancora — a vedere. Questo è il potere socratico del professional coaching: partorire se stessi.

Mi meravigliai. Fui profondamente grato e orgoglioso dei miei coachees e della loro trasformazione. Quello stesso senso di meraviglia — tipico dell'innocenza infantile — lo ritrovai osservando la fioritura degli altri. Basta essere presenza: creare lo spazio sicuro dove la luce può entrare, crescere, irradiarsi…

Avevo trovato il mio IKIGAI: aiutare giovani adulti — proprio come me — ad autorealizzarsi ed essere felici esistenzialmente. Indipendenti dalla precarietà del mondo esterno, ma capaci di attingere alla ricchezza interiore inesauribile che già possiedono.

VII

Il mondo nuovo

Oggi, quando guardo indietro al me stesso adolescente che soffriva per il male del mondo, vedo cosa quell'inquietudine mi ha permesso di costruire. Avevo ragione a soffrire — ma mi sbagliavo a pensare di essere solo…

Siamo in molti a scandalizzarci per ciò che potrebbe essere altrimenti, ed è proprio grazie a chi si scandalizza come noi che le cose possono migliorare.

Mi sbagliavo a credere che la soluzione fosse la fuga, l'isolamento, la mania di controllare tutto ciò che mi capitava a tiro… La vera soluzione era aprirmi al mondo — nonostante il timore di rimanerne scottato.

Nell'accettazione. Nel coraggio di guardare il dolore senza distogliere lo sguardo e nel trovare — proprio lì — il seme della trasformazione.

«La paura non dice mai la verità.»

Se la mia storia ti risuona, se anche tu senti che c'è qualcosa di più oltre la monotonia — qualcosa che ancora non sai nominare — sappi che non sei solo… Ci sono passato anch'io. E da oggi possiamo camminare insieme, mettendoti a disposizione tutto ciò che ho imparato lungo il cammino della vita.

Non ti posso promettere magie o miracoli. Ma ti offrirò un metodo — corroborato da tradizioni millenarie e dalla scienza — e una mappa per diventare il capitano della tua anima, fino a scoprire anche tu i tesori nascosti dentro di te.

Presenza, e dialoghi autentici tra cercatori di senso, per esplorare insieme da dove vieni, chi sei e dove vuoi andare: verso l'infinito e oltre…

Il Metodo EFO non è una teoria da leggere: sintetizza esperienze da vivere. E tutto comincia con una conversazione…

Formazione e certificazioni

PUL

Laurea Magistrale Scienze Religiose

ICF

Master internazionale Life Coaching

Penn

Specializzazione Psicologia Positiva

Ministero della Salute

Facilitatore Mindfulness · 50 ECM

Il primo passo

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