La mindfulness è forse la pratica più studiata e applicata in terapia. In uno studio randomizzato pubblicato su JAMA Psychiatry nel 2022 è stata messa a confronto con uno psicofarmaco di riferimento per l'ansia: i risultati sono stati uguali, ma senza effetti collaterali. Una grande meta-analisi del 2013 su 12.000 partecipanti ha concluso che la mindfulness è un trattamento efficace per una varietà di problemi psicologici ed è particolarmente efficace per ridurre l'ansia, la depressione e lo stress. Chi la pratica presenta livelli più bassi di cortisolo, l'ormone dello stress; e in chi tende alla depressione, può ridurre fino al 44% le ricadute.
Il cuore del metodo si lega a una ragione neurologica: spegnere l'attività della default mode network — la rete cerebrale del vagabondaggio mentale e del rimuginio, quella che ti tiene «dietro il vetro». Imparerai ad andare oltre la mente-scimmia intenzionalmente.
Le pratiche di regolazione emotiva che usiamo hanno una base di ricerca solida: oltre duecento trial clinici, e una meta-analisi, hanno misurato un calo del cortisolo del 24%, contro il 14% di un semplice intervento standard basato sul colloquio.
Gli interventi di psicologia positiva, infine, hanno un effetto documentato sul benessere in centinaia di meta-analisi. E una delle tecniche che usiamo per gli obiettivi (basata su vent'anni di ricerca nel campo della scienza della motivazione) ha mostrato in meta-analisi un effetto reale sul loro raggiungimento — contrariamente alla legge dell'attrazione che sembra avere l'effetto opposto a quello che sostiene.
·Le persone che hanno fantasie più forti e positive sul raggiungimento dei propri obiettivi sono di solito quelle meno vicine a raggiungerli.
·Fantasticare sull'avere raggiunto gli obiettivi ostacola la capacità di esercitare uno sforzo sufficiente per raggiungerli.
Nessuno di questi strumenti è magico, e chi ti promette miracoli ti sta mentendo. Funzionano perché sono testati, e perché li applichiamo al tuo caso specifico, con costanza. Il resto lo metti tu.